La differenza tra cos’ho fatto io, concretamente, per evitare la vittoria di Salvini e quello che avete fatto voi.

Pur avendo espresso, nei giorni scorsi e pubblicamente, preoccupazione per un’eventuale vittoria della Lega alle regionali dell’Emilia Romagna, non potrei sentirmi più lontano dai manifestanti che, in questi giorni, contestano Salvini nelle piazze. Ritengo che quella parte di opinione pubblica, infatti, sia la principale responsabile della crescita di consenso ottenuta dalla Lega.
A sardine, centri sociali e dintorni, mi piacerebbe infatti chiedere: cosa avete fatto, in concreto, per impedire la crescita di consenso elettorale di Salvini?

Intanto che ci pensate su, posso elencare cosa, entro le sue limitatissime possibilità, ha fatto o perlomeno tentato il sottoscritto – insieme a una minoranza di altre persone – attraverso i propri scritti e/o attraverso i propri spettacoli teatrali:
a) ho provato ad analizzare il bisogno di protezione sociale espresso dalla maggioranza della popolazione, spiegando che quel bisogno nasce da condizioni economiche; dunque, le politiche securitarie legge-e-ordine proposte da Salvini possono sì trasmettere emotivamente una sensazione di protezione ma, all’atto pratico, con quelle politiche nessuno ci pagherà l’affitto, il mutuo o le bollette né, tantomeno, ci troverà lavoro;
b) ho compreso – e anche esperito di persona – le conseguenze devastanti che la deregulation neoliberista dei flussi migratori ha generato, negli ultimi anni, sul mercato del lavoro; ma proprio per questo, ho spiegato che i responsabili di tale scelta deregolazionista non sono gli immigrati e che, quindi, volgere il disagio per questa situazione contro questi ultimi anziché contro la classe politica italiana, significa voler lasciare le cose come stanno;
c) ho spiegato, in sintesi, che Salvini ascolta sì il bisogno di protezione della maggioranza della popolazione, ma fornisce a quest’ultimo risposte false o meramente cosmetiche;
d) laddove l’ho ritenuto possibile – per esempio alle elezioni regionali del Lazio e dell’Umbria – ho infine suggerito pubblicamente, ai tanti lavoratori e sotto-occupati che votano a destra, un’opzione elettorale volta a rispondere al medesimo bisogno di protezione sociale, ma antagonista alla Lega.

Ed ecco, invece, l’elenco di quello che avete fatto voi esponenti del campo nominalmente detto “sinistra”.
a) avete irriso al bisogno di protezione sociale, sostenendo che quest’ultimo esprime “paura del nuovo”; avete deriso i timori per il futuro che il mondo globalizzato, per ragioni molto concrete, sta instillando nella maggioranza della popolazione; anziché comprendere le ragioni di questo sentimento di massa, come i bulli delle scuole medie avete espresso disprezzo verso il fatto in sé di provare paura;
b) avete negato – e continuate a negare – che le politiche di deregulation neoliberista dei flussi migratori generino conseguenze negative sulla coesione della società e sul mercato del lavoro; avete affermato che il fatto stesso di enunciare l’esistenza di tali conseguenze, sia espressione di fascismo e razzismo;
c) avete, quindi, polarizzato il dibattito pubblico ponendo operai, disoccupati e sotto-occupati di fronte a un’alternativa secca: votare chi nega l’esistenza dei loro problemi e cioè la sinistra; oppure votare chi, pur fornendo risposte totalmente fuorvianti o cosmetiche, di quei problemi promette invece di farsi carico e cioè Salvini.

Quella appena descritta, evidentemente, non può essere definita una vera e propria scelta: la parte povera o impoverita della popolazione è stata spinta a forza, dalla sinistra, fra le braccia di Salvini.
L’unica e magra consolazione consta del fatto che la maggioranza relativa degli italiani, finora, abbia considerato irricevibile suddetta scelta tra liberismo “di sinistra” e liberismo “di destra” e abbia, quindi, optato per l’astensione.

Dunque, se Salvini dovesse vincere le regionali emiliano-romagnole e se, in seguito, dovesse diventare Presidente del Consiglio, al fine di identificare i responsabili per tale situazione, le persone che oggi contestano la Lega in piazza dovrebbero semplicemente mettersi davanti a uno specchio.