I liberal cercano lo scontro fisico. E noi non dobbiamo cascarci.

Articolo del 4 novembre 2019

In questo post, utilizzando immagini truculente dei campi di concentramento e quindi di sicuro impatto emotivo, Roberto Saviano sovrappone il Terzo Reich dei campi di concentramento ai populisti e sovranisti odierni.
Credo sia arrivato il momento di smetterla di riderci sopra. Credo che si stiano profilando con chiarezza tre cose:
a) la disperazione dei liberal-globalisti per il fatto di non riuscire più a ottenere il consenso della maggioranza della popolazione, si è tramutata in odio mortale; un odio non solo rivolto alle formazioni politiche che – quasi sempre, a mio parere, imbrogliando l’opinione pubblica – cavalcano suddetto consenso, ma anche contro quel 60% e passa della popolazione che, agli occhi dei liberal, è “colpevole” di non votare per la sinistra;
b) l’odio mortale punta alla distruzione completa del nemico: sia attraverso le menzogne e le calunnie come in questo post, sia attraverso la messa fuori legge; come spiegato esplicitamente dal deputato PD Emanuele Fiano un paio d’anni fa, le nuove misure che vengono presentate “contro il fascismo”, infatti, non nascono in ragione d’una qualche inefficacia delle già esistenti Leggi Scelba e Mancino, bensì si pongono l’obiettivo assai più ampio di togliere spazio di agibilità legale alle posizioni politiche avverse all’Unione Europea;
c) seppure in modo graduale, tutto lascia indicare che i liberal stiano premendo in direzione dello scontro fisico diretto, magari appaltando il tutto a quell’area dei centri sociali di cui ho fatto parte per tanti anni; abbiamo letto Chef Rubio, il mese scorso, invitare su Twitter all’uccisione dei sovranisti e venir difeso il giorno dopo, sul contenuto di quest’affermazione, da una figura ampiamente autorevole e riconosciuta della galassia liberal quale Michela Murgia.

L’errore che noi – avversari socialisti e democratici della globalizzazione liberista – non dobbiamo compiere, è quello di rispondere allo squadrismo con lo squadrismo. La graduale ma evidente spinta in direzione dello scontro fisico che i liberal stanno manifestando, non deve trovare nessun tipo di accoglienza da parte nostra.
Non solo: alla violenza verbale e alle menzogne occorre rispondere con la compostezza dei toni, con la sobrietà dell’analisi, con la verità storica basata su fonti e documentazioni.
Tutto questo non lo dico per ragioni morali, bensì per una ben precisa motivazione politica: siamo noi democratici e socialisti a dover difendere l’idea di una società fondata sul pluralismo, sulla dialettica costituzionale, sulla mediazione fra le dottrine politiche e fra le classi sociali. Il paradigma assolutista che nega la pluralità democratica, che pone lo scontro politico in termini di assolutismo morale imitando il conflitto fra le religioni, non può essere fatto proprio. Non almeno se si vuole rifondare quella democrazia – cioè quel governo costituzionale giuridicamente fondato sulla sovranità popolare – che l’estremismo neoliberale sta invece cercando di distruggere.