Un atto politico che rafforza il sovranismo costituzionale e la prospettiva socialista democratica per l’Italia.

Articolo del 16 maggio 2019

Alcune organizzazioni politiche che si rifanno a un sovranismo costituzionale d’impostazione più o meno marxista – Rinascita, Senso Comune e Patria e Costituzione – alcuni mesi fa si erano unite in un “Manifesto per la sovranità costituzionale” che denunciava l’inconciliabilità tra una visione politica improntata alla giustizia sociale e l’impianto costitutivamente mercatista e liberista dell’Unione Europea.
Come alcuni (me compreso) temevano, però, la componente direttiva – proveniente dalla sinistra PD e capeggiata da Stefano Fassina – ha finito per edulcorare il portato iniziale di quel Manifesto riproponendo, in sintonia con la propria biografia politica, una visione che faceva uscire dalla porta l’eurofederalismo affinché esso potesse rientrare dalla finestra. In altre parole, si è materializzata una visione in cui, come tante altre volte nella storia recente della sinistra, il “realismo politico” è venuto a coincidere con la subordinazione a quella superstizione ideologica neoliberale secondo cui l’unica concezione possibile di Europa, sarebbe quella inerente allo stato unico europeo.
Di conseguenza, la maggior parte degli esponenti delle tre organizzazioni citate ha operato non già una scissione, bensì un secondo processo costitutivo che ribadisce quei principi del Manifesto di alcuni mesi fa e che indica l’antagonismo all’Unione Europea come dato politico fondante e imprescindibile per la prospettiva del socialismo e del costituzionalismo.

Conosco personalmente – sia telematicamente che dal vivo – la maggior parte dei firmatari del presente atto costitutivo e posso dire, senza temere d’eccedere in retorica, che oggi quest’elenco di nomi coincide decisamente con IL MEGLIO di tutto ciò che, in Italia, biograficamente proviene da quell’implosa e cortocircuitata costellazione che un tempo si chiamava “sinistra”.

Riguardo alla prospettiva politica generale del sovranismo costituzionale in Italia, mi pare che quest’atto politico indichi due cose:
a) quando il Fronte Sovranista Italiano – al quale sono iscritto da diversi anni – ha declinato l’invito ad aderire al Manifesto di alcuni mesi fa, si può dire abbia espresso riserve che poi, alla luce dell’edulcorazione dei contenuti apportata da Fassina, si sono rivelate più che fondate;
b) d’altro canto, l’atto costitutivo pubblicato ieri, mi pare rafforzi e rilanci con forza la necessità del rapporto di collaborazione venutosi a instaurare – tramite numerose iniziative pubbliche congiunte in numerose città – tra FSI e formazioni sovraniste-marxiste a partire dalla fine del 2018; se le ragioni dell’organizzare iniziative congiunte si rafforzano, parimenti vengono meno gli ostacoli preesistenti a una prospettiva di strategia unitaria nonché di vera e propria coalizione politica (che non vuol dire per forza organizzazione unica).

Pertanto, trovo parimenti rafforzate le ragioni di quello che è, da un anno a questa parte, quell’impegno politico che ho assunto utilizzando il mio mestiere di teatrante: svolgere spettacoli comici recanti contenuti di satira e riflessione sui temi del socialismo e della sovranità – ovvero il varietà Dugongo Show – coinvolgendo nella promozione e presentazione dei medesimi sia il FSI a cui sono iscritto, sia le formazioni firmatarie del documento sottostante (la prossima iniziativa politico-teatrale di questo tipo, infatti, si svolgerà agli inizi di luglio a Milano).

Avanti così, per la democrazia costituzionale e per il socialismo.