Vedere Satana che cade come la folgore

Articolo del 25 marzo 2018

Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.
(Luca, 10, 18-19)

 

(Avvertenza: questo post contiene riflessioni strettamente personali, a tema filosofico-spirituale e, quindi,  solo indirettamente politiche.)

 

Anche se molti credono l’esatto contrario, di Gesù di Nazareth le società umane hanno assunto storicamente soprattutto la valenza sociale-sovversiva, ma deprivandola della dottrina spirituale.
L’annuncio storico-sociale, da parte di Gesù, d’un tempo nuovo – non più dominato dalla ripetizione ciclica naturale e dalla riproduzione sociale garantita dal nucleo famigliare (tutti, cattolici in primis, fanno finta di non ricordare i ripetuti proclami di Gesù contro l’istituzione famigliare della sua epoca) – ha generato un nuovo tempo lineare ove tutto è possibile.
Ma senza l’atto estatico dell’amore universale, senza la finalità – per questo tempo nuovo e lineare – di riconnettere ogni uomo a ogni essere vivente, a che è servita la rottura del tempo ciclico?
Come diceva il teologo Sergio Quinzio, quella rottura della ripetizione ciclica è servita a considerare concepibili le rivoluzioni sociali e, quindi, a materializzarle nella Storia. Al contempo, però, il processo di tabula rasa è proceduto e il nuovo tempo lineare, senza più ripetizione, ha portato ad alienare l’uomo dalla ciclicità della natura e a creare, quindi, i presupposti per un’era in cui la Tecnica soppiantasse dapprima la natura e poi, conseguentemente, l’uomo stesso.

In questo senso, le analisi sul Gesù storico – che volgono a ricondurre il corpus dottrinario cristiano a un’etica esclusivamente laica – cancellano il senso della Buona Novella, che era ed è il rendere possibile l’affermazione dell’Amore in questo mondo, non l’emancipazione fine a se stessa, non la libertà senza contenuto. L’emancipazione e la libertà senza contenuto, del resto, le stiamo vedendo realizzate sotto i nostri occhi in tutto il loro nitore nichilistico: un mondo dominato da individualità sconnesse le une dalle altre e quindi dominato dal principio “satanico” della Separazione.
Pertanto, in un’epoca in cui l’ideologia della Tecnica sta portando l’uomo a incenerire la vita sull’intero pianeta tramite olocausto nucleare, non basta appellarsi all’etica umanista o ai concetti di fratellanza sorti nell’epoca contemporanea. Occorre – per fornire una risposta proporzionata, che sia all’altezza dell’avversario che si staglia dinanzi – lo scandalo dell’affermare l’Amore come base ontologica. Affermare l’Amore come propensione di ogni entità vivente a potenziarsi – per dirla alla Spinoza – attraverso la concatenazione affettiva con le altre realtà viventi.

Non è suffciente, oggi, l’etica laico-materialista di Papa Francesco. Non è sufficiente, oggi, l’idea d’un nuovo paleo-cristianesimo che, secondo certi teorici marxisti del “bene comune”, rifondi l’etica sociale.
C’è bisogno dell’Amore come espressione di accettazione della connessione ontologica fra viventi e, quindi, anche come accettazione del ruolo necessario della Morte ai fini di questo processo perpetuo di connessione.
C’è bisogno di riattualizzare il corpus dottrinale di Gesù di Nazareth, quindi, ma c’è anche bisogno della Croce come simbolo-concetto vivente e immanente.
A quel punto, facendo trionfare questo piano di coscienza che è intrinseco all’Amore, si potrebbe aprire la condizione preliminare (ma ovviamente non sufficiente) affinché le forze dell’anti-vita che oggi dominano gli Stati del mondo vengano sconfitte.
E con la loro sconfitta, un’umanità finalmente riconnessa a se stessa potrebbe, finalmente, assistere alla visione di Satana che cade come la folgore.