Il Giovane Marx: una non-recensione

Articolo del 9 aprile 2018       

Il Giovane Marx: non chiedete a me la recensione, perché non posso essere obiettivo.
Il film, quantunque tecnicamente ed esteticamente pregevole, ha un evidente scopo di propaganda politica.
Nel mio caso – visto che tra Facebook e attività teatrali si può dire faccia direttamente o indirettamente propaganda marxista più o meno tutti i giorni – c’è poco da dire: è cioè evidente ch’io mi identifichi pienamente con l’intento politico-militante del regista haitiano-tedesco Raoul Peck.
Dunque, forse è meglio che la recensione la chiediate a un non-marxista.
Giusto una nota di colore: vedendo il film e assistendo, quindi, al racconto d’una biografia permanentemente contrassegnata da povertà e ristrettezza economica, mi sono tornate in mente quelle innumerevoli volte che, qui su Facebook, qualche fenomeno se ne usciva fuori con la tesi secondo cui il filosofo di Treviri sarebbe invece stato un benestante. Eh, quanta pazienza che ce vo’…